Florencia Martinez

 I Critici d'Arte parlano di me

“ In un clima caldo e affabile , a tratti malinconico, c’introducono le opere di Florencia Martinez
 I
suoi lavori sono frutto dell’elaborazione di una tecnica originale, che combina pittura, ricamo e stampa a getto d’inchiostro su i tessuti più disparati, scelti per le loro intrinseche qualità formali. Su fondi
connotati da elaborate trame decorative, da texture damascate e cangianti,
Florencia Martinez lascia fluttuare i suoi personaggi. Le sue sono narrazioni elegiache ed evocative, dove il Tempo, vero protagonista, è quella forza inarrestabile, capace di cancellare i segni dell’uomo, lasciando intatte solo flebili tracce mestiche, simili a vecchie foto in bianco e nero.”

Ivan Quadroni    2008  PATTERNS   Milano

 

“Florencia Martinez…è disponibile e capace di usare diversi linguaggi, la complessità del reale merita una risposta con un range sufficientemente ampio. Ma non vi è accettazione dell’esistente: l’artista cerca sempre dei punti di crisi sia nella rappresentazione,che nella percezione comune dei oggetti o dei sentimenti e non trascura gli aspetti rassicuranti delle immagini della memoria. In questi punti di crisi interviene per accentuarne la rottura, per mostrare il loro lato oscuro accelerandone la distruzione.
Anche quando ha lavorato sui temi della infanzia e sui falsi miti edenici che l’avvolgono ,non si è mai nascosta. Ha saputo rivolgere allo spettatore la provocazione di una violenza nascosta che non è soltanto il tempo e quello che riesce a fare sugli uomini, ma è quanto gli uomini stessi riescono a fare agli altri uomini.
Si
comprende come il suo discorso non parta da premesse consolatorie. Vuole muovere alla reazione lo stridore di un’immagine del passato pervasiva e suadente, con quello che in effetti nasconde, con le sue instabilità e le sue microfratture”.

Valerio Dehò, Bologna 2002   Muro di Merlino  Galleria G7

 

“…uno spazio amniotico,un limbo? Le silhouette affiorano dalle texture dei motivi decorativi di carte da parati,con volute,inflorescenze,arabeschi o pattern geometrici tra interventi ad olio e ricami che sembrano tratteggi a matita, in assenza di gravità.”

Alberto Zanchetta    Arte Critica   aprile 2003

 

Le opere di Florencia Martinez sono pervase da un groviglio tortuoso di desideri. Forse più che il possibile, il loro territorio d’elezione è l’impossibile: o forse, anche in questo caso, una situazione intermedia, un filo sottile tra le due dimensioni sul quale l’artista si muove con un andamento funambolico.
…in
bilico tra l’ironia e l’amarezza, tra il bisogno di libertà e l’ansia di protezione, l’arte di Florencia Martinez è un arte desiderante: un arte fortunatamente priva dell’aridità ben confezionata che contraddistingue,come un marchio di fabbrica,molte opere di successo; un arte che, anche quando si colora di sfumature concettuali, sembra voler coniare un’anomala variante stilistica che potremmo definire “concettuale passionale”.

Roberto Borghi     Biella 2006, MADRI   Galleria ZAION

 

…” il lavoro di Florencia Martinez è improntato sulla memoria collettiva femminile.
Il
suo è un piglio ironico, giocoso, anche se venato da una malinconia profonda,
quella di tutti coloro che si trovano in un paese straniero, un posradicati, spaesati,
affetti
da un chiaro senso di non appartenenza

Angela Madesani  Trento 2008  ,Palazzo Villa Lagarina

 

“Il linguaggio di Florencia Martinez si presenta come una contaminazione di generi e stili. Nelle sue opere si trovano uniti, in una combinazione eterogenea, le tecniche pittoriche classiche come l’olio, l’avanguardia tecnologica del digitale e spesso l’artigianato con il ricamo e l’uso dei tessuti. Oltre ala pittura e alla scultura, dal 1997 ricorre anche all’uso della fotografia.”

Matteo Galbiati      Arte  giugno 2008

 

…”Vi è nelle sue opere un costante dibattersi fra polarità estreme ed oposte: corpi nudi, esposti al logorio del tempo e forse anche dello sguardo, adiritura con data di scadenza; e fondali simmetrici, simili all’ipnotica armonia dele stoffe orientali, quasi impermeabili allo sguardo del tempo.
Una
lotta aspra tra finito ed infinito, tra caducità e fissità, e nel mezzo una faglia, una Frattura. Un vulnus dove lo sguardo dell’osservatore viene rapito ed inghiottito in una caduta vertiginosa.”…

Maurizio Stupiggia     2008 Bologna Galleria Forni

 

…”un arte di facce che raccontano storie,giochi mimetici fra pittura e fotografia, fra serenità e angoscia. Immagini stampate con getto d’inchiostro su tessuti diversi, poi finite con interventi di pittura e ricamo…bambini che giocano per strada, turisti in giro, gente di fronte alle vetrine,i pavimenti del centro storico, sono parte del lavoro “il cielo o la terra”, still life che si sviluppano dai versi della poetessa argentina Alejandra Pizarnik, con le parole ricamate in filo rosso, su cachemire assemblato a tessuti per tovaglie e materassi”…

Olga Gambari    Aprile 2003 La Repubblica Torino

 

“….Dopo un ciclo dedicato al disagio, la Martinez torna a parlare di donne e , soprattutto, di sentimenti. Per farlo, stampa su splendidi tessuti d’arredamento ,un pobarocchi un po’ pop, facce gongolanti catturate dall’obiettivo della sua macchina fotografica. Facce ritoccate poi da un make up di lustrini e ricami e che diventano icone d’una realtà contraffatta. Se all’apparenza l’allegria è contagiosa, da vicino i suoi cento sorrisi appaiono conturbanti come l’inconsistenza della felicità.”

Chiara Gatti   Dicembre 2004  La Repubblica Milano

 

“La personale di Florencia Martinez , IL CIELO O LA TERRA, ri prende nel titolo un verso della poetessa Alejanra pizarnik che induce a riflettere sulla difficoltà di camminare stando radicati al terreno e , al contempo, osservando il cielometaforicamente, di appartenere alla dimensione reale e, insieme, a quella ideale.
Sullo
stesso problema si è soffermata nei lavori fotografici realizzati per la mostra: le persone che vi compaiono, vagano per la città tenendo lo sguardo rivolto
Verso
l’infinito. Il linguaggio della fotografia e della pittura si intrecciano con il ricamo e la parola scritta: l’artista ha trasferito l’immagine fotografica sulla tela trattata pittoricamente e in seguito ha scritto versi poetici con un filo rosso e impresso segni che attraversano la tela….”

Tiziana Conti     Tema Celeste  Luglio 2003


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